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AFFRESCARE LE CHIESE LO VOLEVO FIN DA PICCOLO |
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Non serve l'etichetta di pittura fantastica e visionaria per afferrare il dinamismo delle sue figure. Non basta Salvador Dalì per interpretare i suoi cavalli imbizzarriti, perché Tonino Dal Re, imolese nato con il pennello in mano, è soprattutto uno sperimentatore. Anche oggi varcata la soglia degli 80 anni, nel suo studio di Casola Canina ha sempre una tela sul cavalletto. Si considera un'artista? << Artista è una parola grossa. I greci chiamavano artisti sono i musici. Gli artigiani che ci hanno lasciato i capolavori che tutti conoscono erano detti semplicemente scalpellini. Io sono un pittore. Lo dirà il tempo se sono un'artista >>. Quando ha iniziato la sua carriera di pittore? << Mia madre mi portava sempre in chiesa e io ero affascinato dagli affreschi che vedevo e dicevo che volevo fare quelli >>. Poi? << Spesso la sera andavo a trovare il poeta Luigi Orsini. Lui parlava e io disegnavo. Una volta mi disse che voleva farmi vedere da Tommasino, cioè Tommaso della Volpe. Orsini mi portò nel suo studio e io ci rimasi per sette anni. Di mè diceva che ero il suo allievo più fedele anche se dall'animo ribelle >>. Il suo primo lavoro importante? << La prima chiesa che ho affrescato è stata quella del Suffragio nel 1950, a cui è seguita quella di Zello. Nella chiesa di Zello ho utilizzato la tecnica dell'encausto, una tecnica antica di origine greca che prevede l'uso di colori caldo impastati con cera e olio di lino >>. Arte e fede vanno d' accordo?<< Se non cè la fede non vai ad affrescare una chiesa. Poi quale uomo non ha fede? Anche l'ateo crede. Crede in se stesso >>.

il pittore Tonino dal Re
Quando ha iniziato a dipingere i ciclisti? << Alcuni amici mi portarono con loro al Giro d'Italia del 1956, rimasto celebre per una grande nevicata. Mi misi a dipingere sulle ante di una finestra perché non avevo altro con mè, e riuscii a rappresentare quello che le telecamere non erano riuscite a riprendere >>. Il suo quadro più bello? << Ogni volta che inizi un quadro sei convinto di creare "l'opera", ma per fortuna non si riesce mai. Da qui nasce lo stimolo per continuare >>. Quale pittura predilige? << Amo la pittura di movimento e prediligo la figura umana con il suo dinamismo. Non dipingo mai tele ovali perché a me danno l'idea di qualcosa di chiuso. Io voglio la libertà >>. Qual è l'aspetto più bello del suo lavoro? << Lavoro? Il mio non è un lavoro, è una gioia. Io non ho mai faticato. La fatica e quando ho un'idea e non ho subito una tela per realizzarla >>. Come nasce un quadro? << La sera a letto. Prima di addormentarmi mi vengono molte idee e quando metto la tela sul cavalletto il quadro non viene più modificato. Spesso sono insoddisfatto delle mie tele, ma non le modifico, ne faccio altre >>. Ha paura della vecchiaia? << No. È l'età più bella per la saggezza e l'esperienza acquisita >>. di Laura Dall'Olio
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