DAL RE VI SALUTO E VADO IN ABISSINIA PDF Stampa E-mail

 

Salutato dalla sua numerosa famiglia e con voluminosi pacchi di tele pennelli, è partito per l'Etiopia il pittore imolese Tonino Dal Re, autentico personaggio assai simile a quello sbalestrato Herzog protagonista del romanzo di Saul Bellow. Dal Re, che è stato invitato in Africa da un ricco dirigente commerciale, non si è fatto pregare ed ha accettato di compiere un lungo balzo in aereo fino in territorio abissino perché giudica assai proficua, soprattutto dal lato artistico, questa esperienza.

Allievo di Tommaso della Volpe e di Anacleto Margotti, Tonino ha dietro di sé un ricco passato come restauratore e decoratore di chiese con affreschi; negli anni 50 ebbe una buona notorietà allorché si pose al seguito del Giro d'Italia abbozzando con tocchi rapidi la vita dei ciclisti nelle loro grandezze e nelle loro miserie. Passò poi ad interpretazioni surreali dei suoi incubi e delle sue malinconie, suscitando inconsapevolmente dalle profondità psichiche, in cui si annidano territori ancestrali, simboli equini che spronati da spiriti malvagi fanno scempio dei valori su cui poggia il viver civile. Ultimamente, riprendendo un vecchio genere, il pittore non disdegna di descrivere simpaticamente situazioni in cui protagonisti sono candidi fraticelli e tenere suorine, resi con vena sàpida ben distante da quella luciferina di Nino Caffè.